categorie articoli » webdesign
Accessibilità: limite o nuova frontiera?
Un bilancio onesto e sincero sull' accessibilità dei/nei siti internet
Creare un
sito
accessibile,
cioè compatibile
con
gli
standard
descritti
dal
W3C, è un lavoro frustrante, e spesso
poco redditizio. Questo sembrerebbe spingere l' ago della bilancia verso il limite;
ma quelle che sono oggi frustrazioni
potrebbero diventare (vi garantisco che accade) enormi soddisfazioni a lavoro
ultimato.
Veniamo al sodo: cosa vuol dire "sito accessibile"?
Un sito web può essere considerato accessibile quando risponde ad alcune
caratteristiche
di "fruibilità" e compatibilità con i browser, quando
tiene conto di tutti i
"tipi" di utente. Esistono infatti utenti che utilizzano software di
lettura dei testi, ad esempio i non vedenti, e tali software hanno bisogno di
particolari
attenzioni. Inoltre dobbiamo tener
conto di molti altri fattori: formattazione del testo, contrasto, risoluzione/i
e molto altro...
In realtà i requisiti completi per quanto riguarda la completa accessibilità,
sono ancor più numerosi (e sicuramente nemmeno io potrò conoscerli tutti, almeno
in questa vita) considerando anche il fatto che le applicazioni per disabili
e/o nuove tecnologie nel campo dei palmari spingeranno sempre in avanti la meta.
Questa premessa, spero non noiosa, mi aiuta a chiarire gli aspetti a mio avviso
più importanti della domanda di fondo:
Lavorare rispettando questi standard, limite o stimolo?
Senza ombra di dubbio voto per tutti e due:
Limite
Bisogna lavorare molto di più ed in maniera molto più sofisticata, dare molto
meno spazio ai vari dreamweaver o front page e darci dentro con il notepad.
Anche la grafica deve essere "funzionale" al tipo di progetto, non solo come
sempre, a livello creativo, ma (e qui cambia la prospettiva) a livello tecnico.
Dovremmo sempre considerare che ci sono regole e "paletti", e che i
contenuti
testuali del sito devono essere ben contrastanti con lo sfondo, e ricordarsi
gli <alt> per le immagini e fare attenzione con padding e margin eccetera
eccetera
eccetera...
ma il limite principale è l' idea di fondo (sono un idealista):
nel 2006, ora che il personal computer è diventato adulto, devo essere io a rincorrere
i limiti di una macchina o la macchina deve "correggere" i miei limiti?
be, sono convinto che le macchine dovrebbero aiutarci e non complicarci la vita
(e il lavoro), ma questo è un chiaro conflitto d' interessi.....
Nuova Frontiera
Già ho anticipato l' enorme soffisfazione che si prova vedendo il proprio lavoro
perfettamente funzionante in qualsiasi situazione, su IE, Opera, Firefox o sul
palmare dell' amico o addirittura testato con i sintetizzatori vocali o via Wap.
I vantaggi in questo caso sono evidenti: raggiungere tutti (almeno virtualmente)
è possibile, chiunque possa accedere ad internet potra vedere il vostro
sito.
Anche dal punto di vista dei motori di ricerca alcuni dettami del W3C sono
molto considerati: ho avuto modo di testare che gli alt delle immagini, una
corrretta
formattazione del testo e il limitato uso di tabelle(dove le tabelle non c' erano
la cosa migliorava ancora),
hanno
spinto
a
favore
di
alcuni lavori da me pubblicati.
Una vera e propria considerazione finale non mi sento di farla, ma posso dirvi
chiaramente cosa penso:
realizzare un sito web completamente accessibile è un lavoro
lungo e assai complesso, le possibilità intermedie ci sono, ma non risponderanno
mai positivamente a tutte le sollecitazioni che la rete esercita sul sito. Rendere
ben visualizzabile sui browser più diffusi, prevedere un foglio di stile per
la stampa, per particolari tecnologie (wap, palmari etc), formattare in maniera
corretta il testo e separare i contenuti dalla grafica, sono regole semplici,
che meritano qualche ora in più di lavoro.
Anche se non saranno rispettati tutti gli standard sarete comunque ben visibili,
indicizzati in maniera corretta e garantirete quasi tutti, altrimenti trovatevi
dei clienti disposti a spendere (e magari presentatemeli)....
Stampa
l' articolo