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Franz Ferdinand You could have it so much better
Ragazze continuate a ballare !!!
Il messaggio lanciato al mondo dai Franz Ferdinand alla pubblicazione dell' omonimo primo album, ossia "fare musica per far ballare le ragazze", resta attuale e efficace anche per questa seconda uscita discografica del quartetto di Glasgow, You could have it so much better. Il clima festaiolo e spensierato, ormai vero e proprio marchio di fabbrica dei FF, è infatti riproposto con i crismi consueti, ma stavolta c' è anche spazio per commuoversi; circondate da pezzi che esortano a schizzare in piedi e saltare, scopriamo con piacere un paio di ballate che, viceversa, placano i bollenti spiriti e invitano alla riflessione…Eleanor put your boots on e Fade togheter . Due brevi ma graditi momenti acustici dove la tendenziale ispirazione Beatles è innegabile quanto innegata dal gruppo stesso.
Per il resto, le caratteristiche proprie dei FF restano intatte: canzoni di
agevole assorbimento fatte proprio per ballare, dal ritmo sostenuto e inconfondibile.
Giusto un paio di ascolti e già il ritornello rimbalza in testa. Ma
attenzione, badate bene: non stiamo parlando di un lavoro che si giova del
successo di ciò che lo ha preceduto sviluppandosi sulla sua falsariga,
anzi... tanto l' omonimo d' esordio appariva sonoro, eclatante, quasi chiassoso
coi suoi intrecci rock-dance senza confini, quanto questo è misurato
e ragionato, con una sua identità molto più forte e un' attenta
cura della produzione che si sbarazza di quello stile un pò maliziosamente
sgangherato. Semmai un' opera che si sa prostituire, mirando ad ampliare il
suo orizzonte di consensi per assoldare anche i meno attenti a ciò che
accade nel nuovo panorama rock-pop, quelli che canticchiano la canzone senza
conoscerne l' autore ma a Natale regalano il cd che la comprende.
Il disco apre con la ritmata The fallen, puro sound targato FF e chiude
con la mirabile e originale Outsiders, dove qualche tocco di sperimentale
si accosta a quel ripetuto giro di basso dominante che crea la struttura dell'
intero pezzo. Nel cuore del disco troviamo gli apici di forza e energia, da Do
you want to a Walk away, da Evil and a heathen a What you meant.
Forse gli intellettualoidi della musica che spararono a zero sul primo disco
staranno puntando il fucile anche su questo... pazienza,
il problema è tutto loro!
Noi accogliamo You could have it so much better con la stesso
entusiasmo con cui fummo piacevolmente sorpresi nel 2004 con l' album d' esordio.
Certo, nemmeno questa opera andrà a stravolgere alcun scenario consolidato,
ma i FF con quella musica immediata e quelle parole semplici e dirette, dimostrano
di avere idee chiare e identità propria. E, coi tempi che corrono, mi
pare già abbastanza!
Ma immaginate un attimo: ragazze che ballano su una musica spensierata che
riesce a trasmetterci qualcosa, senza bisogno di trattare chissà quali
argomenti...
Non è forse una visione che fa sentire più vivi
che mai??!!
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