Sid05 home » 05musica » recensioni
Antony and the Johnsons
I am a bird now
Drag queen:l' ultimo angelo...
Sappiamo bene che tantissimi sono i dischi che escono ogni giorno rendendo cosi
difficile districarsi nella contemporanea babele sonora. Tante sono le novità ma,
aihmè, poche sono quelle che restano;
sempre
più di rado ci capita di trovare qualcuno talmente valido da spendere
qualche parola e consigliare ad un amico. La mia età (ormai trentenne)
mi pone su quella soglia pericolosa dove
la nostalgia della musica passata può avere la meglio. Resistere a tale
tentazione è dal mio punto di vista vitale.
Ci sono momenti artisticamente straordinari che sono sicuramente irripetibili:
gli anni 70 di Bob dylan, Jimi Hendrix,Lou reed, david Bowie, Rolling Stones,Bruce
Springsteen, tutta l'ondata punk dai Clash, Sex Pistols al post punk di patti
Smith, Talking Heads,Cure, i primi U2, fino all'ultimo sincero e disperato grido
dei Nirvana, Soundgarden e Pearl Jam.
Ok questo è il bagaglio che tanti di noi si portano dietro come un bellissimo diamante nascosto nel cuore della miniera... bene dopo questa luminosa quanto inutile metafora è ora di motivare questa mia lunga introduzione.
Antony and the Johnsons.
Antony è un californiano che nei primi anni 90 si è trasferito a New York e li scoperto da David Tibet dei Current 93 e imprevedibilmente da Lou Reed che lo porta alla notorietà. La sua storia è però più tortuosa di quanto possa sembrare. Infatti Antony ha atteso anni prima di essere riconosciuto dal grande pubblico e d'altronde non poteva essere altrimenti: membro dei "Blacklips",una band di travestiti di avanguardia metal teatrale e della punk band "Jennifer Honky Tits", era troppo androgino e ambiguo per piacere ai punkettari e troppo omosessuale per convincere i metallari.
Finalmente l'incontro con Lou Reed (che Dio ti benedica sempre caro Lou, da
qualsiasi lato della strada tu sia) e finalmente arriva la necessaria visibilità.
Antony and the Johnsons hanno all'attivo un paio di album e qualche ep.
La musica di Antony è una di quelle rare perle che si trovano cosi per
caso nel buio delle profondità marine di inizio millennio.
La splendida voce è della stessa materia degli angeli (o di Jeff Buckley se volete) dove dentro si nasconde la miseria e la lacerazione di un mondo malato che si consuma dall'interno e fuori offre la maschera da diva di altri tempi, da attrice decaduta. In poche parole la Drag Queen: con tutto il carico di tragedia consapevole e farsa militante; con il suo corpo che si veste di meraviglia o meglio che vive la meraviglia di eterna crisalide ad un passo da compiersi. La sua musica con profondo disincanto ed irrefrenabile dolcezza sanguina tra le note di violini, viole e pianoforte.
L' ultimo album "I am a bird now" ritrae in copertina la musa warholiana Candy Darling. Uno dei tanti miti non solo iconografici di Antony, immortalata in bianco e nero sul letto di morte (è la stessa Candy di "Candy says " dei Velvet Underground) morta di leucemia a 25 anni. L'album, uscito nel 2005, vede la presenza di Rufus Wainright, Devandra Banhart e due icone come Lou Reed e Boy George che solo pronunciarli uno accanto all'altro accanto sembra di chiudere un cerchio.
Canzoni struggenti, bellissime come "my lady story", "You are
my sister", "Fistful of Love","Spiralling" rendono
questo disco unico e preziosissimo, una perla da avere nella propria collezione.
Quasi come un Marvin Gaye più malinconico e nero, un Nick Cave più confidenziale,
un Jeff Buckley più gospel, Antony ha un cuore che sanguina, una voce
che vola con dolorosa leggerezza sopra gli abissi quotidiani del nuovo millennio...
buon ascolto...
Stampa
l' articolo